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Borse contrastate, Piazza Affari debole con i titoli oil. Negli Usa sussidi in calo

Preoccupa l’aumento dei contagi in tutta Europa. La Cina rilascia parte delle riserve strategiche di greggio. Wall Street sulla parità.
Si muovono contrastate per le Borse europee, dopo la calma piatta della vigilia e nonostante desti preoccupazione l’esplosione di contagi da Covid-19 in alcuni Paesi come Germania e Austria. L’aumento dei contagi, al tempo stesso, potrebbe essere garanzia di una politica monetaria ancora accomodante, a dispetto del rialzo dell’inflazione, che nel Vecchio Continente a ottobre si è portata al 4,1%. Resta in focus il calo del prezzo del petrolio, con i titoli del comparto sotto pressione. Nella seduta di mercoledì 17 novembre ha chiuso in ribasso anche Wall Street, anche se ora i future sul mercato Usa sono in rialzo.

A Piazza Affari sono ben impostate le Cnh Industrial -1,49%, nell’attesa delle indicazioni che nel pomeriggio emergeranno dal Capital Market Day della controllata Iveco, società che sarà scorporata dal gruppo con conseguente quotazione a Milano a inizio gennaio. Diasorin +1,41% sale beneficiando del rialzo dei contagi in Europa da Covid-19. Generali Ass -0,50% è debole nonostante sia emerso che Francesco Gaetano Caltagirone abbia acquistato ancora azioni, portandosi al 7,25% del capitale. Sale invece Mediobanca +0,32%, sul rumor che Leonardo Del Vecchio stia valutando di chiedere l’ok alla Bce per salire oltre il 20% del capitale. Sono deboli le altre azioni delle banche e quelle del settore petrolifero, risentendo del calo accusato la vigilia dal greggio. Eni -1,68% segna il calo peggiore.

Ancora segno meno per i prezzi del petrolio. «Il movimento del greggio – dicono gli analisti di Mps Capital Services – è da imputare ai timori di un rilascio delle riserve strategiche da parte dei maggiori Paesi (Cina e Usa). Un primo segnale in tale direzione è giunto stanotte dalla Cina che ha comunicato che rilascerà una parte delle riserve strategiche, ma senza fornire al momento maggiori dettagli». L’impatto sui prezzi, oltre all’effetto annuncio che già si sta vedendo, dipenderà molto dall’entità dell’operazione. «La dinamica dei prezzi del petrolio – proseguono – sarà importante, in quanto se le quotazioni dovessero rimanere contenute (sotto gli 80 dollari al barile) anche nelle prossime settimane, questo dovrebbe portare a minori pressioni al rialzo sull’inflazione nei dati di novembre e soprattutto dicembre».