Pesano l’urbanistica e soprattutto i piani particolareggiati, iniziati con la giunta Zaccheo, passati sotto la guida del sindaco Di Giorgi, sospesi in qualche modo dalla Regione e infine annullati dal commissario prefettizio Barbato. Ppe che vanno rifatti e che il presidente del Tar auspica vengano determinati dal nuovo Consiglio comunale di Latina, in modo così da far cadere una mannaia sui ricorsi pendenti. Pesano molto sul forte aumento del contenzioso, di cui ha parlato questa mattina Carlo Taglienti nel corso dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario, che ha avuto luogo nella sede locale del Tribunale amministrativo regionale del Lazio. Parliamo di un incremento del 17 per cento dei ricorsi, presentati nella sede in via Doria, pari ad oltre 900 unità. Calano tuttavia gli appelli presentati al terzo grado di giudizio amministrativo: il Consiglio di Stato. Tale dato, secondo il presidente del Tar di Latina, sarebbe indice di una buona considerazione, da parte degli avvocati, delle sentenze emesse nel capoluogo, “ritenute giuste”.
Oggi l’inaugurazione nel capoluogo pontino, mentre ieri è stata la volta dell’omologo tribunale capitolino, dove l’accento però è stato posto sull’annoso problema che da decenni affligge il sistema giudiziario italiano: la terribile lentezza dei processi. Carmine Volpe, presidente del Tar del Lazio, ha detto di considerare del tutto insufficiente la dotazione della pianta organica del proprio ufficio, “oltreché sproporzionata in difetto, nell’ambito della domanda nazionale di giustizia – ha detto – presentata ai giudici amministrativi di primo grado”.